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Letteratura elettronica: di cosa si tratta? / Electronic Literature: What is it?

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Autore: N. Katherine Hayles

Data di pubblicazione: 2 gennaio 2007

Articolo originale: ELO

 

Traduzione a cura del Gruppo Giada (2015)

 

Riassunto

 

Il presente saggio esamina lo sviluppo e lo stato attuale della letteratura elettronica dalla narrativa ipertestuale – popolare negli anni 1980 – al presente, focalizzandosi principalmente sulla letteratura ipertestuale, la network fiction, la letteratura interattiva, le narrazioni locative, le piece di installazione, i “codework”, l’arte generativa e le poesie in Flash. Il testo inoltre discute le più importanti questioni critiche sollevate dalla letteratura elettronica, sottolineandone la significativa sovrapposizione con la tradizione della stampa. Allo stesso tempo il saggio argomenta che le pratiche, i testi, le procedure e la natura processuale della letteratura elettronica richiedono nuovi modelli critici e nuovi modi di fruizione e di interpretazione delle opere. La sessione finale presenta l’iniziativa Preservation, Archiving and Dissemination (PAD) della Electronic Literature Organization (ELO), inclusa la Electronic Literature Collection Volume I e i due documenti ufficiali allegati di questo saggio: Acid Free Bits e Born Again Bits. Il pubblico al quale il presente saggio intende riferirsi include rispettivamente studenti, amministratori, librai e amministratori finanziari che si avvicinano per la prima volta alla letteratura elettronica e per i quali si spera che questo saggio possa servire da utile introduzione. Essendo questo saggio il primo tentativo sistematico di analisi e riassunto del mutevole campo della letteratura elettronica, gli artisti, i designer, gli scrittori, i critici e altri interessati potrebbero considerarlo un’utile panoramica, con enfasi sulle recenti opere creative e critiche.

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Bit senza acidi / Acid-Free Bits

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Sottotitolo: Raccomandazioni per una letteratura elettronica durevole

Autori: Nick Montfort, Noah Wardrip-Fruin

Data di pubblicazione: giugno 2004

Articolo originale: ELO

 

Traduzione a cura del Gruppo Giada (2015)

 

 

Prefazione: Acid-Free Bits e il progetto PAD della ELO

Con la pubblicazione di Acid-Free Bits (versione 1.0) la Electronic Literature Organization (ELO) porta al pubblico problematiche che sono state dibattute sul sito ufficiale della ELO per almeno due anni. Il documento è un appello agli scrittori affinché agiscano in modo proattivo nell’archiviazione delle proprie creazioni e tengano presenti queste problematiche anche nell’atto della composizione.
Le destinazioni della letteratura a stampa – nei negozi, come nodo su Amazon, sullo scaffale di una libreria e infine in un canone condiviso – sono al momento così prevalenti che pochi scrittori cartacei riservano la dovuta attenzione al tema della consevazione. Non esistono simili destinazioni, comunque, per scrittori di letteratura nata digitale.

 

Il meglio che gli attuali archivi digitali sono riusciti a realizzare è una casa non per la letteratura, ma per le riviste accademiche. I file di testo collegati a elementi grafici sono conservati, non programmati; sono indicizzate solo le opere individuali e non quelle di network e il più avanzato uso della tecnologia consiste nel link ipertestuale. Abbiamo una grande mole di informazioni, ma pochissime strutture o contesti. Contrariamente alle aspettative, l’archivio elettronico non ha contribuito alla creazione e alla circolazione di scritti letterari. Gli scrittori di letteratura elettronica hanno dunque avuto bisogno, essenzialmente, di costruire il contesto per le proprie opere a un livello inimmaginabile nella stampa. Coloro che trascurano anche le più basilari problematiche relative alla conservazione scoprono molto presto il caos generato dall’obsolescenza tecnologica, non solo nelle singole opere, ma anche nelle connessioni tra testi, immagini e listati che sono cruciali per qualsiasi pratica letteraria duratura e condivisa da una comunità.

 

In risposta, il comitato ELO per la Conservazione, Archiviazione e Diffusione [in inglese PAD: Preservation, Archiving, and Dissemination. N.d.T.] della letteratura elettronica  ha commissionato a Nick Montfort e Noah Wardrip-Fruin la stesura di un appello rivolto direttamente agli autori, con l’auspicio che la componente creativa non si separi da quella curatoriale.

 

Acid-Free Bits dà inizio a una campagna, sia online che in forma di pamphlet, che si svilupperà in tre fasi. La seconda fase aggiungerà ulteriori spiegazioni riguardo ai metadati e agli standard comunitari, ai linguaggi da preferire nelle presentazioni e agli sforzi complementari relativi alla conservazione realizzati in tutto il mondo (come Archiving the Avant-Garde). Questa fase della campagna di conservazione intrapresa dalla ELO sarà indirizzata non solo agli autori, ma anche a editori, librai, sviluppatori di software e altri. La terza fase creerà, attraverso gli sforzi di archivisti e programmatori, una struttura base di standard e pratiche nonché di strumenti di implementazione per autori ed editori. Questo terzo stadio della missione dipenderà ampiamente dal sostegno di istituzioni e agenzie finanziatrici che andranno ad aggiungersi al continuo e coordinato contributo di autori singoli e membri della ELO.

 

I lettori noteranno che l’edizione per il web di Acid-Free Bits, realizzata attorno all’estate del 2004, è essa stessa un modello di standard e pratiche creato in un linguaggio non proprietario, aperto e basato sull’XML che facilita quel tipo di produzione eterogenea, istituzionale e composta di riferimenti incrociati che l’Organizzazione nel suo complesso, lavorando collettivamente, spera di realizzare nei prossimi mesi e anni.

 

Nel suo progredire, la campagna includerà un sito internet dove gli autori potranno accedere, comunicare e contribuire all’opera di conservazione con la consapevolezza di non star creando in un mondo isolato. In breve tempo, le problematiche identificate da Montfort e Wardrip-Fruin si espanderanno a un ambito chiave per la ricerca della ELO – ovvero X-Lit. X-Lit sarà una struttura XML per la rappresentazione e la migrazione di opere di letteratura elettronica (inclusi sia i contenuti sia i comportamenti dinamici). Potenziato da strumenti di implementazione, X-Lit sarà progettato in modo tale che autori, editori, archivisti, accademici e programmatori possano collaborare più facilmente nella conservazione e disseminazione della letteratura elettronica. Il concept per X-Lit e lo sviluppo di interpreti ed emulatori open-source realizzati specificamente per la letteratura elettronica sarà l’argomento della prossima pubblicazione della ELO, un Libro bianco scritto da Alan Liu.

 

Joseph Tabbi, a nome della commissione della ELO e del nucleo operativo della PAD.

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Come potremmo pensare / As We May Think

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Autore: Vannevar Bush

Data di pubblicazione: luglio 1945

Articolo originale: The Atlantic Monthly

 

Traduzione a cura del Gruppo Giada (2015)

 

Come direttore dell’Office of Scientific Research and Development, il Dr. Vannevar Bush coordinò le attività di circa seimila scienziati americani esperti nell’applicazione della scienza alla guerra. In questo significativo articolo egli propone un incentivo per gli scienziati nel momento in cui cessarono i combattimenti. Egli auspica che gli uomini di scienza si sarebbero dedicati successivamente all’enorme compito di rendere più accessibile il nostro stupefacente archivio di sapere. Per anni le invenzioni hanno esteso i poteri fisici dell’uomo piuttosto che i poteri della sua mente. Magli a leva che moltiplicano pugni, microscopi che potenziano la vista e motori di distruzione e di rilevamento sono i risultati nuovi, ma non quelli finali, della scienza moderna. Ora, dice il Dr. Bush, sono a portata di mano degli strumenti che, se sviluppati in maniera appropriata, daranno all’uomo accesso e controllo sul sapere ereditato dalle epoche passate. La perfezione di questi strumenti pacifici dovrebbe essere il primo obiettivo dei nostri scienziati una volta riemersi dal loro lavoro per la guerra. Come il famoso discorso di Emerson del 1837 su “The American Scholar”, questo articolo del Dr. Bush invita a una nuova relazione tra uomini pensanti e la somma del nostro sapere.

IL DIRETTORE.

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